La metafora nel gioco serio: significato, funzione ed esempi d'uso
Scheda LSP 05 · Verticale II Facilitazione · Voce di teoria
La metafora non è un ornamento del linguaggio. È il meccanismo con cui un concetto astratto viene pensato attraverso un concetto concreto — e in un laboratorio è ciò che permette a un mattoncino di plastica di rappresentare una gerarchia, un rischio o una fiducia mancata.
Il significato di metafora
Nella definizione retorica classica la metafora è un trasferimento: si dice una cosa per indicarne un'altra, sulla base di una somiglianza. «Quel reparto è un collo di bottiglia» non descrive un oggetto di vetro, descrive un vincolo di flusso attraverso la forma di un oggetto noto.
La lettura moderna sposta il baricentro. Con Metafore e vita quotidiana (1980) George Lakoff e Mark Johnson sostengono che la metafora non stia nel linguaggio ma nel pensiero: si tratta di mappature stabili fra domini concettuali, di cui le espressioni linguistiche sono soltanto la superficie. Quando si dice che un prezzo «sale», che un'argomentazione «non regge» o che una relazione «è finita», si usano tre mappature diverse — quantità come verticalità, teoria come edificio, amore come viaggio — e nessuna di esse viene percepita come figura retorica.
Come funziona una mappatura concettuale
Una mappatura ha una struttura: un dominio di partenza concreto, un dominio di arrivo astratto, e un insieme di corrispondenze fra le parti. Nella metafora dell'edificio applicata a un ragionamento, le fondamenta sono le premesse, i piani sono i passaggi inferenziali, il crollo è la confutazione. La mappatura è utile proprio perché non è completa: seleziona alcuni aspetti e ne nasconde altri. Un ragionamento non ha una facciata, e la metafora dell'edificio non aiuta a pensarne la comunicazione.
Questa parzialità è la ragione per cui la scelta della metafora ha conseguenze. Descrivere un'organizzazione come una macchina rende pensabili l'efficienza e il guasto, e rende impensabile l'apprendimento. Descriverla come un organismo rende pensabili la crescita e la malattia, e rende impensabile la riprogettazione. Nessuna delle due è falsa; ciascuna determina quali domande verranno poste.
Esempi di metafora in un modello costruito
Nel lavoro con i mattoncini la mappatura viene resa fisica, e questo cambia il suo statuto: da implicita diventa esaminabile. Alcuni esempi ricorrenti, tutti prodotti dal materiale e non dalla consegna:
- Una figura collocata in alto su una torre stretta: la posizione gerarchica è resa come altezza, e l'instabilità della base dice qualcosa che il costruttore non aveva dichiarato.
- Un elemento trasparente fra due modelli: una separazione che lascia passare la vista ma non il contatto.
- Una catena o un tubo flessibile fra due parti: una dipendenza che ammette gioco, distinta dal collegamento rigido.
- Un pezzo lasciato staccato accanto al modello: qualcosa che appartiene alla situazione senza esserne parte — un vincolo esterno, una persona non coinvolta, una decisione rinviata.
Nessuna di queste corrispondenze è convenzionale: è il costruttore a stabilirla e a dichiararla nel momento in cui racconta il modello. La regola operativa che ne segue è netta — solo chi ha costruito può dire che cosa significa un elemento. Un facilitatore che interpreta al posto del costruttore sostituisce la propria mappatura a quella dell'altro, e il modello diventa inutilizzabile come materiale condiviso.
Perché serve nel lavoro di gruppo
Un problema organizzativo discusso a parole produce enunciati che tutti approvano e che ciascuno interpreta a modo proprio: «serve più allineamento» è la forma tipica. La metafora costruita rompe quell'accordo apparente, perché obbliga a decidere che cosa sta accanto a che cosa, che cosa è grande e che cosa è piccolo, che cosa è collegato e che cosa è isolato. Sono decisioni che a parole si possono rinviare indefinitamente.
Il secondo effetto riguarda il conflitto. Discutere del modello di qualcun altro è meno personale che discutere di ciò che ha detto: l'oggetto della critica sta sul tavolo, non nella persona. È un dislocamento modesto e produce una differenza misurabile nella disponibilità a mettere in discussione le posizioni.
Il meccanismo si appoggia sulla connessione mano-mente, cioè sul fatto che la manipolazione sostenga il pensiero invece di limitarsi a rappresentarlo, e sulla teoria delle intelligenze multiple, che spiega perché aprire un canale non verbale amplia la platea di chi può contribuire. La fase in cui la metafora viene dichiarata è la narrazione, senza la quale il modello resta privato.
Il limite
La metafora è generativa e imprecisa nello stesso movimento. Rende pensabile ciò che non aveva forma, e nel farlo importa nel ragionamento proprietà del dominio di partenza che non appartengono all'oggetto. Un mercato descritto come una guerra acquisisce nemici, territori e vittorie, e perde la possibilità della collaborazione. In un percorso di scenario design questo è un rischio concreto: la metafora scelta per descrivere il futuro decide in anticipo quali futuri saranno immaginabili.
Domande frequenti
Che cos'è una metafora?
Il trasferimento di un concetto da un dominio a un altro sulla base di corrispondenze fra le parti. Nella lettura moderna non è una figura del linguaggio ma una mappatura del pensiero: le espressioni che usiamo ne sono soltanto la superficie.
Qual è la differenza fra metafora e similitudine?
La similitudine dichiara il confronto («quel reparto è come un collo di bottiglia»), la metafora lo assume («quel reparto è un collo di bottiglia»). La seconda è più forte proprio perché non segnala di essere una figura.
Perché in un laboratorio si costruisce invece di spiegare?
Perché costruire obbliga a decidere che cosa sta accanto a che cosa, che cosa è grande e che cosa è collegato. A parole quelle decisioni si possono rinviare, e l'accordo apparente sopravvive.
Chi decide che cosa significa un elemento del modello?
Solo chi lo ha costruito. È la regola operativa più importante: un facilitatore che interpreta al posto del costruttore sostituisce la propria mappatura a quella dell'altro, e il modello smette di funzionare come materiale condiviso.
Una metafora può essere fuorviante?
Sempre, in parte. Ogni mappatura seleziona alcuni aspetti e ne nasconde altri, e importa nel ragionamento proprietà che non appartengono all'oggetto. Un mercato descritto come una guerra acquisisce nemici e territori, e perde la possibilità della collaborazione.