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Bibliografia ragionata del futures thinking e della facilitazione

Apparato · Bibliografia · 18 titoli

I titoli raccolti qui sono quelli citati nelle schede dell'archivio. L'elenco non è una lista di letture consigliate in blocco: accanto a ciascuno è annotato che cosa serve a capire, perché diversi di questi libri sono utili per una tesi e datati su tutto il resto.

Sei volumi rilegati in piedi con i dorsi a fasce, uno aperto in piano davanti a loro e un altro aperto di dorso, con le segnature cucite in vista.
Tavola fuori testo VI I volumi di riferimento, e uno di essi in sezione. Le segnature cucite sono la ragione per cui questi libri si aprono ancora dopo cinquant'anni.

Come leggere queste voci

Tre criteri hanno determinato l'inclusione. Il primo: il testo introduce un concetto che nell'archivio viene usato, non semplicemente lo commenta. Il secondo: la tesi è ancora discussa, anche quando è stata smentita — un libro sbagliato in modo istruttivo vale più di un manuale corretto e inerte. Il terzo: il libro è reperibile, in edizione originale o in traduzione italiana.

Restano fuori due categorie. I manuali operativi di singole metodologie, perché descrivono procedure che cambiano più rapidamente delle idee. E la letteratura divulgativa sul futuro degli ultimi anni, che in gran parte ricicla le tesi qui sotto senza citarle.

I. Il futuro come oggetto di studio

  1. 1938

    Homo ludens

    Johan Huizinga

    La tesi che il gioco precede la cultura e ne è una condizione. Serve a capire perché il gioco serio non è un'attività infantile applicata a un tema adulto.

  2. 1961

    The Image of the Future

    Fred Polak

    L'immagine del futuro come fattore causale del presente: le società che non riescono a rappresentarsi un futuro diverso non agiscono per ottenerlo. È il fondamento dell'educazione al futuro.

  3. 1964

    Phénoménologie du temps et prospective

    Gaston Berger

    Il testo di riferimento della prospective francese, che tratta il futuro come oggetto di volontà collettiva e non di stima. Serve a capire la divisione fra le due tradizioni dei futures studies.

  4. 1970

    Future Shock

    Alvin Toffler

    La tesi sul tasso di cambiamento come variabile indipendente dalla direzione. Utile per il meccanismo, largamente smentito nelle previsioni: la scheda su future shock separa le due parti.

  5. 1972

    The Limits to Growth

    Donella Meadows, Dennis Meadows, Jørgen Randers, William Behrens

    Il rapporto per il Club di Roma. Va letto per la struttura degli scenari condizionali e per la lezione sulla loro ricezione: uno scenario privo delle proprie condizioni viene letto come previsione.

  6. 1996

    Essence of Backcasting

    Karl-Henrik Dreborg

    La formulazione metodologica del backcasting e la sua distinzione dal forecasting come differenza di direzione del ragionamento, non di tecnica.

  7. 2003

    A Generic Foresight Process Framework

    Joseph Voros

    La sistematizzazione del cono dei futuri a quattro termini, con la separazione fra ciò che è credibile e ciò che è desiderato.

  8. 2005

    Expert Political Judgment

    Philip Tetlock

    Il lavoro empirico su quanto valgano le previsioni degli esperti. Il risultato utile non è che sbaglino, ma che le differenze dipendono dallo stile di ragionamento più che dalla competenza tematica.

  9. 2015

    Superforecasting

    Philip Tetlock, Dan Gardner

    Il seguito operativo del precedente: che cosa distingue i previsori accurati. Da leggere accanto alla scheda sul forecast, perché delimita il campo in cui prevedere ha senso.

II. Giudizio, errore e decisione

  1. 1974

    Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases

    Amos Tversky, Daniel Kahneman

    L'articolo che introduce ancoraggio, disponibilità e rappresentatività. È la fonte primaria dei bias cognitivi e resta più preciso di qualunque sua divulgazione.

  2. 1972

    Victims of Groupthink

    Irving Janis

    La descrizione del pensiero di gruppo a partire da casi di decisione politica. Serve a capire perché la coesione di un gruppo non migliora la qualità delle sue scelte.

  3. 1987

    Productivity Loss in Idea-Generating Groups

    Michael Diehl, Wolfgang Stroebe

    La misura del blocco della produzione: gli stessi individui separati generano più idee del gruppo che discute. È il fondamento sperimentale della fase individuale e silenziosa nei laboratori.

  4. 2011

    Thinking, Fast and Slow

    Daniel Kahneman

    La sintesi divulgativa di quarant'anni di lavoro. Utile come panoramica; per i singoli effetti conviene risalire agli articoli, perché alcune parti sono state ridiscusse.

III. Apprendimento, costruzione, creatività

  1. 1971

    Gioco e realtà

    Donald Winnicott

    Lo spazio potenziale: un'area intermedia in cui si può provare qualcosa senza che valga già del tutto. È la migliore descrizione della funzione di un tavolo di laboratorio.

  2. 1980

    Mindstorms

    Seymour Papert

    Il testo del costruzionismo: si impara costruendo qualcosa che esiste nel mondo e che altri possono esaminare. Da leggere per il ruolo dell'artefatto, non per la parte tecnica.

  3. 1983

    Frames of Mind

    Howard Gardner

    La proposta delle intelligenze multiple con i criteri di individuazione dei domini. Va letto nell'originale, perché la versione che circola nei materiali formativi è spesso irriconoscibile.

  4. 1990

    Flow

    Mihály Csíkszentmihályi

    Le condizioni dello stato di assorbimento: obiettivi chiari, riscontro immediato, difficoltà commisurata. La scheda sulla teoria del flow discute perché non sia un obiettivo perseguibile direttamente.

  5. 1996

    Creativity in Context

    Teresa Amabile

    Il lavoro sui fattori che riducono la produzione creativa nelle organizzazioni, incluso l'effetto delle ricompense estrinseche. Più solido, sui vincoli, di qualunque testo su come diventare creativi.

Domande frequenti

Da quale titolo conviene partire?

Dipende dall'obiettivo. Per il metodo, la formulazione del cono dei futuri di Voros; per capire perché l'analisi non basta, l'articolo di Tversky e Kahneman del 1974; per la facilitazione, Winnicott e Papert nell'ordine.

Perché includere testi le cui previsioni sono state smentite?

Perché la tesi e le previsioni sono parti separabili. Future Shock ha ragione sul meccanismo — il tasso di cambiamento come variabile critica — e sbaglia quasi tutte le anticipazioni: la distanza fra le due cose è essa stessa una lezione di metodo.

Che cosa resta fuori dall'elenco?

I manuali operativi di singole metodologie, perché descrivono procedure che invecchiano più rapidamente delle idee, e la divulgazione recente sul futuro, che in gran parte ricicla queste tesi senza citarle.

I testi sono disponibili in italiano?

Diversi sì — Huizinga, Winnicott, Toffler, Csíkszentmihályi, Gardner e Kahneman hanno traduzioni italiane in circolazione. Gli articoli scientifici e alcuni rapporti esistono solo in inglese.

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