LEGO Serious Play: il metodo, le sue basi teoriche e la conduzione
Verticale II · Facilitazione · 14 voci
LEGO Serious Play è un metodo di facilitazione in cui ogni partecipante costruisce un modello prima di parlarne. Il vincolo non è decorativo: costringe a rendere esplicito un ragionamento che a parole resta vago, e riduce il peso di chi si esprime meglio a vantaggio di chi ha qualcosa da mostrare.
Perché passare da un modello costruito
In una riunione ordinaria l'ordine degli interventi decide l'esito più di quanto decidano i contenuti. Chi parla per primo fissa il quadro; chi parla meglio lo consolida; chi ha bisogno di tempo per formulare arriva quando il quadro è già chiuso. Il metodo interviene proprio qui, imponendo un passaggio in cui tutti lavorano contemporaneamente e in silenzio.
Il risultato non è un gioco: è che ciascuno arriva alla discussione con un oggetto già costruito, e quindi con una posizione già formulata. La differenza è misurabile nella distribuzione del tempo di parola, che in un laboratorio condotto correttamente è molto più piatta di quella di una riunione equivalente.
La scheda su che cosa è LEGO Serious Play ricostruisce origine e struttura del metodo; quella sul gioco serio chiarisce il termine, che è la traduzione problematica di serious play e la ragione di metà dei fraintendimenti.
Le basi teoriche
Il metodo non è nato da un'intuizione commerciale ma dall'incrocio di tre tradizioni. La prima è il costruttivismo: la conoscenza non viene trasferita, viene costruita da chi apprende. La seconda è il costruzionismo di Seymour Papert, che aggiunge il passaggio decisivo — la costruzione è più efficace quando produce un artefatto pubblico, qualcosa che esiste fuori dalla testa e che gli altri possono esaminare.
La terza è la ricerca sulla connessione mano-mente, cioè sul modo in cui la manipolazione di oggetti fisici sostiene il pensiero invece di limitarsi a rappresentarlo. A queste si aggiunge la teoria delle intelligenze multiple, che fornisce l'argomento per cui un canale unico — quello verbale — seleziona di fatto un solo profilo cognitivo.
Due schede trattano i meccanismi che il metodo attiva. La metafora è lo strumento con cui un mattoncino qualunque diventa un concetto astratto, e senza di essa il modello resterebbe un oggetto letterale. La teoria del flow spiega la condizione di attenzione piena che si osserva nella fase di costruzione, e quali sono le condizioni per ottenerla.
Che cosa succede in un laboratorio
La struttura minima è una sequenza di quattro passi che si ripete: si pone la domanda, ciascuno costruisce, ciascuno racconta il proprio modello, il gruppo riflette su ciò che è emerso. Il terzo passo — la narrazione — è quello che viene tagliato più spesso quando il tempo stringe, ed è anche quello senza cui il resto perde valore: è la fase in cui il modello viene tradotto in un linguaggio verificabile dagli altri.
Sui modelli condivisi e sulla costruzione del futuro desiderato lavorano le schede su costruire il futuro in tre dimensioni e sull'immaginazione strategica. La creatività e l'empatia sono trattate separatamente perché sono i due esiti che più spesso vengono promessi e meno spesso definiti in modo verificabile.
Quando non usarlo
Il metodo ha un campo di applicazione stretto, e riconoscerlo è più utile che ampliarlo. Serve quando l'informazione che manca è nella testa dei partecipanti e non esce con una domanda diretta: divergenze non dichiarate su una priorità, competenze che nessuno rivendica, disaccordi che in riunione prendono la forma di consenso. In quel caso il modello dà una via d'uscita a chi non vuole esporsi parlando.
Non serve, e conviene dirlo, quando il problema è la mancanza di dati. Un gruppo che costruisce modelli su una questione di cui nessuno conosce i numeri produce rappresentazioni delle proprie impressioni, e la solidità dell'oggetto costruito le rende più difficili da mettere in dubbio di quanto lo sarebbero state a parole. È il caso in cui il metodo peggiora attivamente la situazione, non quello in cui è semplicemente inefficace.
Restano due condizioni pratiche. La prima è il tempo: la sequenza dei quattro passi non si comprime sotto le due ore senza tagliare la narrazione, che è il passo che porta il valore. La seconda è il materiale, dove l'errore consueto è la quantità al posto della varietà — un insieme piccolo ma eterogeneo, con pezzi che non suggeriscono un uso ovvio, produce metafore migliori di una cassa di mattoncini identici, perché un pezzo dalla funzione riconoscibile viene usato per quella funzione e non per il concetto.
Il punto di contatto con l'analisi del futuro
Le due verticali dell'archivio si incontrano quando un gruppo deve rappresentare qualcosa che non esiste ancora. Analizzare i driver di cambiamento è un lavoro di lettura; costruire il modello del futuro desiderato è un lavoro di produzione, e produce un artefatto su cui il gruppo può poi lavorare insieme. La scheda sulla contaminazione fra i due approcci tratta questo innesto, che è il punto in cui la maggior parte dei laboratori riesce o fallisce.
Le voci della verticale
- Che cosa è LEGO Serious PlayLSP 07
- Le intelligenze multiple di GardnerLSP 01
- Il costruttivismoLSP 02
- Il costruzionismo di PapertLSP 04
- Empatia e ascolto nel gruppoLSP 03
- La metafora nel gioco serioLSP 05
- Connessione mano-menteLSP 06
- La teoria del flowLSP 08
- Narrazione ed esperienzaLSP 09
- CreativitàLSP 10
- Che cosa è il gioco serioLSP 11
- Immaginazione strategicaLSP 12
- Costruire il futuro in 3DLSP 13
- Contaminazione fra i due metodiLSP 14
Visibili tutte le 14 voci.
Domande frequenti
LEGO Serious Play è un gioco?
No, ed è la ragione per cui il nome contiene serious. Il materiale è quello del gioco, la struttura non lo è: c'è una domanda posta, un tempo assegnato, un obbligo di costruire e un obbligo di raccontare. La scheda sul gioco serio tratta la distinzione per esteso.
Quali sono le basi teoriche del metodo?
Costruttivismo, costruzionismo di Papert, ricerca sulla connessione fra manipolazione e pensiero, e teoria delle intelligenze multiple. Ognuna ha la sua scheda in questa verticale.
Serve una formazione per condurre un laboratorio?
Conoscere la sequenza dei quattro passi è la parte semplice. La parte difficile è gestire ciò che emerge quando un gruppo mette sul tavolo posizioni che prima restavano implicite, e quella competenza si acquisisce facilitando, non leggendo.
Perché il racconto del modello è indispensabile?
Perché un modello non spiegato resta privato. La fase di narrazione traduce la costruzione in un linguaggio che gli altri possono verificare, contestare e riprendere. È il passaggio che viene tagliato più spesso quando il tempo stringe, e senza cui il resto perde gran parte del valore.