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Futures thinking e LEGO Serious Play: dove i due metodi si innestano

Scheda LSP 14 · Verticale II Facilitazione · Voce di metodo

I due metodi rispondono a domande diverse. L'analisi del futuro chiede che cosa potrebbe accadere; la facilitazione chiede come far emergere in un gruppo ciò che i singoli sanno e non dicono. Si innestano in un punto preciso, e fuori da quel punto la combinazione produce confusione invece che valore.

Il punto di innesto

Un percorso di futures thinking ha quattro fasi: lettura dei driver, raccolta dei segnali, costruzione degli scenari, ritorno alle decisioni. Le prime due sono lavoro di documentazione — richiedono fonti, serie storiche, letture. Un laboratorio non le sostituisce, e usarlo a quello scopo produce le opinioni del gruppo travestite da analisi dell'ambiente.

L'innesto è nella terza e nella quarta fase, dove il compito cambia natura: non più leggere ciò che esiste, ma rappresentare qualcosa che non esiste ancora e decidere che farne. È esattamente il tipo di compito su cui una costruzione fisica ha un vantaggio, perché obbliga a prendere le decisioni di forma — che cosa sta accanto a che cosa, che cosa è grande, che cosa è collegato — che a parole si possono rinviare indefinitamente.

La sequenza combinata

Nella forma che funziona, la sequenza è questa.

  1. Prima, senza mattoncini. Il materiale sui driver di cambiamento e sui segnali viene preparato e distribuito in anticipo. Il gruppo arriva avendo letto: un laboratorio non è il luogo dove si scopre il contesto.
  2. Costruzione degli scenari. Ogni sottogruppo costruisce fisicamente uno scenario diverso, con le sue logiche interne. Il vincolo essenziale è che gli scenari siano incompatibili fra loro — se due sono varianti dello stesso, l'esercizio non produce alternative.
  3. Racconto e confronto. Ogni scenario viene raccontato dal sottogruppo che lo ha costruito, con le regole della narrazione. Il confronto riguarda la coerenza interna, non la desiderabilità.
  4. Costruzione del futuro preferibile. Qui entra il modello condiviso: un solo stato desiderato, negoziato nello spazio.
  5. Poi, di nuovo senza mattoncini. Il backcasting dal modello condiviso alle decisioni dell'anno in corso. Questo passaggio è analitico e va fatto a tavolino, con date e responsabilità.

Il ritmo è quindi alternato: documentazione, costruzione, documentazione. È l'alternanza che tiene, non la sostituzione di una modalità con l'altra.

I tre modi in cui l'innesto fallisce

Sostituire l'analisi con la costruzione. Il caso più comune: si convoca un laboratorio senza materiale preparatorio e si chiede al gruppo di rappresentare il futuro del proprio settore. Il risultato è una raccolta di intuizioni, che può essere interessante e non è un'analisi. I bias operano indisturbati proprio perché non c'è nessun dato esterno con cui l'immagine debba fare i conti.

Costruire un solo futuro. Se il gruppo costruisce direttamente lo stato desiderato senza passare dagli scenari alternativi, ottiene un'immagine ancorata al presente con qualche variabile spostata. La funzione degli scenari incompatibili è rompere quell'ancoraggio prima che la scelta venga fatta, e saltarli fa risparmiare mezza giornata al costo dell'intero esercizio.

Fermarsi al modello. Il terzo fallimento è il più frequente e il meno visibile, perché la sessione appare riuscita: modelli costruiti, fotografie, entusiasmo, nessun backcasting. Il modello resta un oggetto in una fotografia e nessuna decisione cambia. Come nota la scheda su che cosa è LEGO Serious Play, il trasferimento è il limite riconosciuto del metodo, e in un percorso sul futuro pesa più che altrove: l'orizzonte è lontano, quindi nulla obbliga a verificare.

Che cosa resta quando il modello è smontato

Un modello fisico ha una scadenza: il tavolo serve ad altro, i pezzi tornano nella cassa, e ciò che il gruppo ha capito resta affidato alla memoria di chi era presente. È il punto in cui l'innesto perde più valore, e si risolve prima della sessione, non dopo.

Due cose vanno conservate e sono diverse fra loro. La prima è la fotografia, che documenta la configurazione ma non il significato — un modello fotografato senza spiegazione è illeggibile a distanza di un mese, anche per chi l'ha costruito. La seconda, che conta di più, è il vocabolario: le parole con cui ciascuno ha raccontato il proprio modello, trascritte come sono state dette. Sono quelle espressioni, non la descrizione ordinata scritta dopo, che permettono di riaprire il ragionamento, perché una metafora scelta da un partecipante porta con sé le ragioni della scelta.

Che cosa aggiunge davvero la costruzione

Due cose che l'analisi da sola non produce. La prima è la simultaneità: quattro scenari costruiti stanno tutti sul tavolo nello stesso momento, e questo rende difficile trattarne uno come il caso base. In un documento gli scenari sono in sequenza, e il primo diventa il riferimento.

La seconda è il disaccordo utilizzabile. Un'analisi condivisa a parole raccoglie approvazioni che nascondono letture diverse; un modello obbliga a collocare, e ciò che nella discussione era «più o meno d'accordo» diventa una posizione che si vede. La metafora fa il resto: permette di dire attraverso un oggetto ciò che, detto in prima persona in quella stanza, resterebbe non detto.

Domande frequenti

In quale fase dell'analisi entra la costruzione?

Nella costruzione degli scenari e nella definizione del futuro preferibile. Le fasi di lettura dei driver e raccolta dei segnali sono lavoro di documentazione e un laboratorio non le sostituisce.

Si può fare un laboratorio senza materiale preparatorio?

Si può, ma quel che si ottiene è una raccolta di intuizioni del gruppo, non un'analisi. Senza dati esterni con cui l'immagine debba fare i conti, le distorsioni cognitive operano indisturbate.

Perché costruire più scenari e non solo quello desiderato?

Perché il futuro desiderato costruito per primo è una variazione del presente. Gli scenari incompatibili servono a rompere quell'ancoraggio prima che la scelta venga fatta. Saltarli fa risparmiare mezza giornata al costo dell'intero esercizio.

Qual è l'errore più frequente?

Fermarsi al modello. La sessione appare riuscita — modelli, fotografie, entusiasmo — e nessuna decisione cambia, perché manca il backcasting che collega lo stato desiderato alle scelte dell'anno in corso.

Che cosa aggiunge la costruzione rispetto a un documento?

La simultaneità e il disaccordo visibile. Quattro scenari costruiti stanno sul tavolo insieme, e nessuno diventa il caso base per posizione; e collocare un elemento obbliga a prendere una posizione che nella discussione restava un «più o meno d'accordo».

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